PIANIFICAZIONE FINANZIARIA

Come già detto precedentemente ancor prima di valutare la validità di un investimento si rende necessaria maturare la chiarezza degli intenti che ci prefiggiamo e la modalità da adottare per raggiungere gli obiettivi. E’ questa la “PIANIFICAZIONE FINANZIARIA”.

Per mettere in atto la loso a della piani cazione nanziaria occorre procedere con due passaggi operativi: la ripartizione del patrimonio disponibile in un portafoglio di investimento e la previsione di un piano di investimenti dei risparmi futuri. La realizzazione di questi due passaggi permette di soddisfare le esigenze pre ssate in ordine di priorità compatibilmente con le risorse disponibili. Ma prima ancora di fare qualsiasi piano nanziario, occorre compren- dere quanto si è in grado di risparmiare. A questo scopo, può essere utile elaborare un budget familiare, per ssare gli obiettivi di spesa e di risparmio e controllare se li si sta rispettando. Ricapitolando, i passaggi più elementari che le famiglie più accorte dovrebbero a rontare sono:

  1. acquisire piena consapevolezza dei propri bisogni nanziari prioritari e delle risorse (presenti e future) disponibili per raggiungerle;
  2. conoscere gli strumenti nanziari che permettono si soddisfare questi bisogni;
  3. adottare un piano che, tramite l`utilizzo di questi strumenti permetta do raggiungere gli obiettivi pre ssati;
  4. – restare coerenti con la linea de nita nel piano.

Quest ́ultimo è forse uno dei comportamenti più di cili da mettere in atto.
Le oscillazioni dei mercati, ampli cate dai media, possono indurre nella speranza di correggere gli e etti dei ribassi. Ma, lungi dall ́ ottenere i risultati sperati, il cambiare idea rischia di avere come unico e etto nale il mancato raggiungimento dell obiettivo pre ssato. La coerenza è una delle qualità vincenti del buon investitore.

Punto di partenza di una scelta di investimento, prima ancora che del metodo da adottare, è la definizione chiara del livello di equilibrio tra gli obiettivi che si vogliono perseguire, il livello di rischio accettato e l’orizzonte temporale nel quale si pensa di realizzare l’investimento stesso. Siamo in un ambito pienamente soggettivo che tuttavia deve avere una corrispondenza con la realtà nella quale si opera.

Obiettivo temporale dell’investimento. Dovreste porvi la domanda : Perché investite? Questa è la domanda base alla quale è bene che diate una risposta chiara. Se non avete bisogno di una nuova auto o casa, allora in questo caso dovete individuare un orizzonte temporale oltre il quale potreste aver bisogno della liquidità. Avrete così definito il corretto orizzonte temporale di investimento nella consapevolezza che ogni tipologia di investimento deve essere coerente con esso: non esiste infatti nessun investimento privo

di rischio e quindi l’orizzonte temporale vi aiuta a vivere in modo corretto l’investimento realizzato. Attenzione: definire un corretto orizzonte temporale di investimento, per esempio a quindici anni, non significa rinunciare all’utilizzo di questa liquidità per quindici anni, bensì significa allocarla sulla miglior combinazione di strumenti e di asset class che ragionevolmente vi consentirà di conseguire il miglior rendimento coerente con il livello di rischio che avete deciso di imputare ad essa. L’orizzonte temporale di investimento quindi è una variabile molto rilevante per i vostri investimenti poiché, in base ad esso e al livello di rischio che meglio si avvicina al vostro approccio, vi consente di investire nella consapevolezza che le scelte effettuate sono coerenti con gli obietti che intendete conseguire. Questa coerenza deriva dall’analisi storica delle diverse opportunità di investimento: storicamente infatti il mercato azionario consente di conseguire nel lungo termine rendimenti superiori a quelli dei titoli di stato proprio perché è considerato maggiormente rischioso in termini di variabilità rispetto ad altre forme di investimento. L’orizzonte temporale di un investitore misura il massimo intervallo di tempo all’interno del quale l’investitore è in grado di non preoccuparsi delle oscillazioni di valore del proprio investimento.

Quando ci si riferisce alla valutazione del portafoglio e al cambiamento dell’investimento non ci si riferisce alla “attività ordinaria” di gestione del risparmio. Nell’attività ordinaria l’investitore infatti valuta periodicamente il valore dei propri investimenti e decide se vendere un titolo per acquistarne un altro che ha migliori prospettive. Questa è l’attività ordinaria. Invece, il tipo di decisione che consegue alle valutazioni di portafoglio e che definisce l’orizzonte temporale è una decisione più strutturale e riguarda il profilo generale del portafoglio, la sua rischiosità, e non tanto i singoli titoli di cui è composto. In pratica

l’orizzonte temporale è l’intervallo di tempo massimo per il quale riesco a resistere senza fare una valorizzazione del portafoglio per decidere se sia il caso, qualora ci siano ampie oscillazioni di valore, di passare ad un tipo di portafoglio meno rischioso.

Profilatura del rischio dell’investitore utile alla definizione del metodo da seguire :

Sarebbe bene che l’investitore definisca in quale profilo di rischio inquadrarsi prima ancora di selezionare il metodo migliore di investimento al quale attenersi. Normalmente se ne individuano cinque.

L’investitore prudente può anche avere un orizzonte temporale lungo, anche se prevalentemente investe con un orizzonte temporale abbastanza breve (mediamente di 12-18 mesi), ma ha come principale caratteristica quella di non poter e voler rischiare i suoi risparmi puntando a mantenere intatto il suo patrimonio, sottraendolo dall’effetto erosivo dell’inflazione piuttosto che a incrementarlo. A questo tipo di investitore è difficile sopportare delle perdite e per evitare queste, preferisce avere un ritorno da i suoi investimenti molto esiguo, ma in compenso pressoché certo. La composizione del suo portafoglio dovrà essere composta prevalentemente da obbligazioni e titoli di stato (anche per il 100%) e la piccola parte azionaria, se proprio vuole essere inserita, dev’essere tale che un eventuale perdita, debba essere interamente compensata (e anzi superata, anche se di poco) dai guadagni della parte a reddito garantito.

L’investitore conservativo E’ qualcuno con un profilo d’investitore moderato, ha un orizzonte temporale medio (3-5 anni di solito); ha una conoscenza ragionevole del mercato azionario ed è disposto ad assumersi qualche rischio; può partecipare in tal modo alle potenzialità dei mercati mantenendo al contempo le oscillazioni entro i limiti del budget di rischio non spinto ma anzi piuttosto limitato.

L’investitore bilanciato deve avere come minimo un orizzonte temporale medio (3-8 anni) e la capacità di sopportare in questo lasso di tempo anche delle perdite. A questo tipo di investitore è consigliato un portafoglio composto circa dal 40% azionario e dal 60% obbligazionario e comunque dev’essere consapevole che in questo caso le perdite dal lato azionario, potrebbero essere assolutamente superiori ai guadagni provenienti dai titoli obbligazionari, dev’essere quindi comunque una persona con coronarie solide!

L’investitore accrescitivo ha un portafoglio che presenta una esposizione azionaria prevalente, aperta sui cambi e ben diversificata, con orizzonte temporale lungo. Con l’obiettivo di controllare però la volatilità, la componente obbligazionaria è composta da soli Titoli prevalentemente investment grade o governativi che presentano una bassa correlazione con le azioni e non dovrebbe presentare una esposizione alle asset class obbligazionarie più correlate ai fattori di rischio propri dei mercati azionari.

L’investitore aggressivo deve avere necessariamente un orizzonte temporale di medio- lungo (o lunghissimo) periodo, altrimenti è uno speculatore! E’ un investitore che di fronte alla possibilità di avere buoni od ottimi guadagni, si prende un rischio molto grande (anche di perdere quasi tutto!) e inoltre dev’essere un investitore con i nervi molto saldi e capace di sopportate durante l’investimento perdite, anche piuttosto elevate. Questo investitore può sostanzialmente avere quasi tutto il portafoglio composto dalla componente azionaria oppure un modo più interessante per sapere quale dev’essere la componente obbligazionaria per questo tipo di investitore è “legarla” all’età: quando si hanno 20 anni il 20% in obbligazioni e titoli di stato, a 30 anni il 30%, a 50 il 50% e così via, dato che più si invecchia più sicuramente l’orizzonte temporale si accorcia e quindi è meglio avere pochi soldi, maledetti e subito!

Obiettivi strategici attesi. Ognuno di voi desidera conseguire differenti obiettivi strategici anche contemporaneamente. Sinteticamente possono essere individuati sette marco obiettivi, dei quali i primi due finanziari ed i successivi non prettamente finanziari. E’ evidente che i primi due possono essere desiderati contemporaneamente ai successivi ossia, per esempio, potreste desiderare di creare un montante a scadenza ottimizzando la posizione fiscale dell’investimento per trasferire il capitale ad una certa data in modo da tutelare un terzo soggetto:

a. garanzia o protezione del capitale da rischi finanziari. b. rendimento di flusso o patrimoniale a scadenza.
c. protezione del capitale da rischi soggettivi di terzi.
d. trasferimento del capitale.

e. tutela di un soggetto terzo.
f. ottimizzazione fiscale.
g. ottimizzazione del tempo disponibile.

Obiettivo di flusso e patrimoniali atteso. L’obiettivo di un investimento può essere analizzato sotto differenti profili che rendono complessa la sua identificazione. In particolare è possibile scomporre l’obiettivo primario tra:

A. Accumulo. Se desiderate investire per incrementare il patrimonio da lasciare ai vostri figli siete nel campo dell’accumulo e quindi tutte le strategie di investimento saranno finalizzate a conseguire nel tempo mediamente il più elevato rendimento sostenibile con il vostro livello di rischio;

B. Decumulo. Chiedetevi quanti anni avete e quanto pensate di ritiravi dall’attività lavorativa; chiedetevi ora se avete pianificato correttamente la vostra posizione pensionistica. Una strategia di decumulo è finalizzata al raggiungimento di quel patrimonio che, una volta ritirati dall’attività lavorativa, vi consenta di mantenere costante il vostro tenore di vita. In questo caso la domanda cardine è la seguente: di quanto ho bisogno mensilmente per il mio Life Style e quanto percepirò dalla mia posizione pensionistica ? Se avete bisogno di tremila euro mensili e potete contare su una pensione di duemila allora vi mancano mille euro al mese che il vostro patrimonio vi dovrà generare; tutto qui. Ovviamente dovete anche chiedervi di quanto dovrò disporre al momento del ritiro affinché quel patrimonio generi un flusso di mille euro al mese. Facciamo un esempio di coerenza. Se avete bisogno di dodici mila euro all’anno ed avete stimato di avere alla data del ritiro duecentomila euro di patrimonio allora il rendimento che il vostro portafoglio dovrebbe generare è dato da 12.000/200.000 ossia il 6% all’anno.

Ma ancora potete individuare altre tipologie di obiettivi:

• obiettivi di flusso. Un risparmiatore può attendersi dal suo investimento una rendita periodica per una certa data o a partire da una certa data, oppure un flusso finanziario costante e periodico per mantenere costante il proprio tenore di vita o per effettuare altre forme di investimento con la stessa periodicità;

  • obiettivi di capitale. Lo stesso risparmiatore potrebbe desiderare dal suo investimento non un flusso ma una crescita del suo capitale nel tempo, senza necessità di prelevare fondi o di ricevere alcun flusso per un determinato periodo di tempo. Come si vede non si sta parlando in nessun modo di quantità ma solo di qualità e di tipicità dell’obiettivo che soggettivamente si vuole o si deve raggiungere. La crescita del proprio capitale può essere necessaria per programmare da una certa data in poi l’università dei figli, o per acquistare un immobile, o ancora per cambiare la macchina;
  • obiettivo specifico. E’ certamente l’aspetto più importante poiché consente di attribuire ad uno specifico investimento un obiettivo prefissato in una ottica di gestione complessiva del patrimonio.

    .

    E’ evidente che ogni singola asset class gioca un ruolo particolare in una ottica di asset allocation complessiva e quindi che a ciascuna di esse ha un ruolo ed un obiettivo ben specifico.

    Obiettivi di Rendimento atteso. E’ il perno intorno al quale ruota il processo di investimento. Rappresenta la dimensione quantitativa degli obiettivi soggettivii. Investo per avere un risultato atteso che a sua volta può essere distinto tra:

    • rendimento fisiologico. In questo caso il rendimento tende a salvaguardare il potere di acquisto e quindi può essere commisurato al tasso di inflazione atteso;

    • rendimento minimo. Normalmente il rendimento minimo è quello ottenibile con i titoli di stato a breve termine. In Italia il rendimento annuale dei Buoni Ordinari del Tesoro ha rappresentato per anni il parametro di riferimento di tutti gli investimenti. In considerazione del presupposto teorico che uno Stato non possa fallire ([1]) e dell’impatto molto contenuto delle aspettative dei tassi di interesse sul rendimento dei titoli di stato a breve termine il rendimento dei titoli di stato con scadenza inferiore o uguale ad un anno viene definito privo di rischio (tasso free risk);

    • rendimento superiore al tasso free risk. In questo caso è evidente che il perseguire un rendimento superiore a quello ottenibile con titoli di stato a basso rischio impone l’accettazione di un maggiore livello di rischio delle singole attività acquistate. Normalmente un titolo di stato a dieci anni rende più di quello ad un anno, a fronte di una maggiore rischiosità espressa in termini di volatilità delle quotazioni ed a parità di rischio emittente; un titolo azionario è caratterizzato da una maggiore rischiosità di un titolo obbligazionario e per questo il rendimento ad esso associato ed atteso deve essere superiore a quello ottenibile da un investimento obbligazionario;

    • rendimento superiore ad un parametro
    Qualsiasi sia l’obiettivo di rendimento che avete deciso di conseguire è bene che esso

    presenti alcune specifiche caratteristiche al fine di agevolarvi nel dialogo con il vostro Consulente e soprattutto vi consenta di viverlo nel modo corretto.

    Esso quindi deve essere:

    • Coerente con i propri bisogni e desideri;
    • Coerente con l’orizzonte temporale prefissato.

• Coerente con il livello di rischio sostenibile
• Misurabile
• Comparabile
• Comunicabile. La chiarezza sugli obiettivi che desiderate conseguire in funzione dei

bisogni da soddisfare è alla base della vostra soddisfazione: comunicate a voi stessi ed al vostro consulente in modo chiaro la finalità dell’investimento, l’orizzonte temporale, il rischio che ad esso associato e pretendete dal vostro consulente la trasparenza piena sugli strumenti che vi propone per raggiungere gli obiettivi comunicati. La comunicazione e la trasparenza sono alla base dell’onestà intellettuale che reciprocamente deve esservi tra voi e tutti coloro che vi aiutano nelle strategie di investimento.

Diversificazione opportuna all’interno del profilo d’investimento
Diversificazione significa ridurre i rischi. Nell’ambito del profilo d’investimento occorre evitare di puntare tutto su un’unica carta. Ripartire al meglio il vostro patrimonio su più categorie di investimento, settori, paesi o monete costituisce la base di una strategia d’investimento fondata, orientata a una copertura solida.
Anche per il più piccolo dei risparmiatori la diversificazione dovrebbe essere globale.